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1928: Phonophor con amplificatore microfonico. Più leggero e compatto.



Dopo il grande successo del primo modello Phonophor, Siemens & Halske aumentò la produzione di apparecchi acustici nello stabilimento Wernerwerk a Berlino. L’obiettivo dei nuovi modelli era di consentire una migliore adattabilità ai diversi livelli di perdita uditiva. Gli sviluppi riguardati la tecnologia del microfono e degli altoparlanti resero i nuovi dispositivi ancora più convenienti per gli utilizzatori. Il nuovo design e i nuovi materiali consentirono la produzione di un modello più leggero e compatto, mentre gli sviluppi tecnologici permisero un miglioramento della prestazione e della qualità sonora. Aumentò la domanda di Phonophor in Germania e non solo e, a partire dalla metà degli anni Venti, solamente negli Stati Uniti venivano vendute annualmente diverse centinaia di unità.

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Phonophor con amplificatore microfonico

“Non sarete più schiavi della perdita acustica! Provate il nostro apparecchio acustico elettrico Phonophor, adottato per anni da molti pazienti con problemi uditivi. Ora disponibile con un auricolare migliorato in modo significativo, dopo numerosi test e ricerche”. Siemens utilizzò questo ed altri slogan simili per pubblicizzare i suoi apparecchi acustici sui giornali, tra il 1926 e il 1927. Gli ingegneri Siemens avevano lavorato duramente per sviluppare diversi miglioramenti a partire dal lancio del primo modello di Phonophor. Il primo auricolare comportava un grosso miglioramento nel comfort e un grosso punto a favore per la vendita degli apparecchi acustici Siemens ma, come molte nuove tecnologie, riscontrò alcune problematiche nella fase iniziale. Il diaframma era particolarmente problematico, poiché si espandeva con il caldo, indebolendo il legame adesivo che lo teneva fissato, causando l’allentamento o la fuoriuscita. I progettisti riuscirono a risolvere le questioni iniziali e lavorarono inoltre sulla struttura e sulla tecnologia di Phonophor. Fecero grossi passi da gigante, rendendo possibile l’aggiunta di ulteriori prodotti alla gamma e regolando gli apparecchi acustici per rispecchiare al meglio i livelli individuali di perdita acustica. Un opzionale amplificatore microfonico, introdotto nel 1924, rappresentava un aiuto per le persone con ipoacusie particolarmente severe. Dato che le onde sonore non attraversano semplicemente l’aria, ma anche gli oggetti solidi, gli ingegneri svilupparono una cuffia a induzione ossea da indossare dietro l’orecchio. Questa componente si rivelò particolarmente utile per gli individui con ipoacusia trasmissiva e perdita uditiva nell’orecchio medio, condizioni che impediscono alle onde sonore di entrare nell’orecchio interno attraverso l’aria. A partire dal 1928, i nuovi materiali vennero utilizzati per alcuni modelli, spianando la strada a ulteriori miglioramenti tecnologici e accrescendo il comfort per gli utenti. La scocca del microfono non veniva più realizzata in metallo, ma in bachelite, un nuovo tipo di plastica che riduceva in modo evidente il peso di Phonophor.

Gli apparecchi acustici non erano beni disponibili in commercio come lampade o ventilatori. Alla fine del 1920, molte persone dovevano ancora essere persuase dei benefici degli apparecchi acustici elettrici. Oltre alla pubblicità e alla collaborazione con degli specialisti, la chiave consisteva nella formazione di un venditore. I venditori di apparecchi acustici erano i precursori dei nostri audioprotesisti, consigliavano i pazienti circa il modello più adatto, spiegando come utilizzarlo, e li aiutavano ad abituarsi al dispositivo. Come scritto nella “Guida per vendere Phonophors”, pubblicata da Siemens nel 1928, il personale addetto alla vendita doveva “sviluppare un rapporto amichevole tenendo conto delle caratteristiche individuali” e “convincere i clienti dei vantaggi del nostro Phonophors.”

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