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1954: Phonophor Epsilon. Più leggero di una palla da tennis, piccolo come una scatola di fiammiferi.



Poco tempo dopo l’introduzione dei primi apparecchi acustici tascabili, Siemens inserì nella sua gamma prodotti un nuovo modello, ancora più piccolo e leggero: Phonophor Epsilon pesava solo 50 grammi, batterie incluse, ed era grande come una scatola di fiammiferi. Ciò era possibile grazie ad una scoperta tecnologica effettuata poco tempo prima, presente ancora oggi nella nostra quotidianità: i transistor. Oltre alla riduzione delle dimensioni e del peso dell’apparecchio acustico, il passaggio da tubicini in miniatura ai transistor comportò molti altri vantaggi. Questi nuovi sviluppi aiutarono ad affermare Epsilon, che era stato progettato specialmente per le perdite acustiche moderate, come apparecchio Siemens più venduto in Germania e all’estero in un breve lasso di tempo.

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Phonophor Epsilon, 1959

I tubicini in miniatura rappresentarono un passo importante per la creazione di apparecchi acustici sempre più piccoli, ma dopo pochi anni furono sostituiti da una nuova tecnologia rivoluzionaria: i transistor. Sviluppati a partire dagli anni Venti da diversi ricercatori, molti dei quali indipendenti, i transistor furono pronti per la produzione in serie dal 1954. Usati come amplificatori, offrivano vantaggi simili ai tubicini in miniatura, superandoli in molti aspetti.

Siemens sviluppò Phonophor Epsilon, un apparecchio acustico completamente basato su transistor che si differenziava dagli altri dispositivi acustici per molti aspetti, a partire dal lato estetico. Epsilon era molto più piccolo di un dispositivo con tubicini in miniatura. Una volta preso in mano, la sua leggerezza era evidente: era infatti più leggero di una palla da tennis e pesava notevolmente meno degli apparecchi acustici precedenti. Questo salto è stato reso possibile soprattutto dalle ridotte esigenze di alimentazione dei transistor: i precedenti apparecchi acustici dovevano dedicare metà della loro dimensione alla batteria, ma Phonophor Epsilon utilizzava solo una pila a bottone.

I transistor non solo rendevano Phonophor Epsilon compatto ed efficiente; ma miglioravano la qualità sonora, specialmente nella gamma di frequenze più alte. Inoltre determinarono una durata pressoché illimitata: erano resistenti agli urti e non erano composti da catodi o filamenti soggetti a deterioramento o invecchiamento. Epsilon era in grado di resistere meglio alle variazioni estreme di temperature – dal caldo estivo al freddo invernale intenso – rispetto ai vecchi apparecchi acustici tascabili. Per le zone con caldo particolarmente intenso, Siemens sviluppò una versione ancora più resistente: Phonophor Epsilon Tropic, che offriva le stesse prestazioni eccellenti fino a 50 gradi Celsius (122 gradi Fahrenheit).

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