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1959: Auriculette, dalla tasca all'orecchio.



Il design degli apparecchi acustici elettrici era rimasto invariato fin dall’introduzione del primo Phonophor, nel 1913. Come i suoi predecessori, il modello Auriculette 326, prodotto da Siemens nel 1959, era dotato di microfono, amplificatore, auricolare e di una batteria come fonte di alimentazione. I componenti di Auriculette erano così piccoli e leggeri da poter essere racchiusi in un solo involucro, indossato comodamente dietro l’orecchio. La capsula ricevente riproduceva il suono, conducendolo direttamente nel canale uditivo tramite un tubicino acustico e una chiocciola. Il modello BTE ottenne molto successo, soprattutto grazie alla domanda da parte delle pazienti donne.

1960_Auriculette

Il modello BTE Auriculette, 1960

“Non siamo a conoscenza di nessun altro apparecchio acustico in nessuna parte del mondo (eccetto forse negli Stati Uniti) che abbia riscontrato così tanto successo”, si legge in una nota interna Siemens datata 3 dicembre 1959. Era il giorno in cui veniva prodotto il 5000° Auriculette a Erlangen – dopo soli sei mesi dall’inizio della produzione. E l’insolita richiesta si mantenne elevata. Dai 400 pezzi a settimana nel mese di dicembre 1959, il numero di apparecchi acustici Auriculette aumentò fino a sfiorare i 700 pezzi a settimana nel gennaio 1960.

Erano molte le ragioni del successo di Auriculette. Rappresentava un passo in avanti sul lato estetico: indossato dietro il padiglione auricolare, passava inosservato e i capelli lunghi potevano nasconderlo completamente. Per quanto riguarda gli apparecchi acustici tascabili, invece, molti utilizzatori non erano a proprio agio con il cordino che fuoriusciva dal dispositivo, nascosto nella tasca, e che si collegava al ricevitore posto nell’orecchio. Gli apparecchi acustici BTE eliminarono il problema del cordino, grazie al sistema posizionato interamente dietro l’orecchio. Ciò comportò inoltre un guadagno nella qualità dell’ascolto, eliminando di conseguenza le fastidiose interferenze che potevano essere prodotte dallo sfregamento del cordino sui vestiti. Un dispositivo BTE, inoltre, coglieva i suoni da una posizione più naturale, trovandosi proprio accanto all’orecchio.

Il modello Auriculette era stato progettato prestando attenzione all’anatomia dell’orecchio, per consentire un adattamento comodo e senza pressioni fastidiose e per garantire il posizionamento ottimale anche in caso di movimenti bruschi. Ai pazienti affetti da perdita uditiva in entrambe le orecchie veniva consigliato l’utilizzo di un apparecchio BTE per orecchio: ciò consentiva di stabilire la direzione e la relazione spaziale durante l’ascolto, fornendo all’utilizzatore un miglior senso dell’orientamento e una percezione più naturale dell’ambiente circostante e, allo stesso tempo, una migliore comprensione del parlato.

Oltre a tutti questi vantaggi, Auriculette di Siemens era compatto e leggero, lungo poco meno di quattro centimetri per soli nove grammi!

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