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1913: Louis Weber e il Phonophor

Nel 1878, Werner von Siemens costruì un telefono con un magnete a ferro di cavallo, in grado di migliorare in modo considerevole la qualità del parlato. In questo modo si scoprì che le persone affette da ipoacusia erano in grado di capire meglio l’interlocutore se il segnale vocale veniva amplificato attraverso mezzi elettrici. Su queste basi Louis Weber sviluppò, nel 1911, il primo dispositivo Siemens studiato appositamente per migliorare l’ascolto: Esha-Phonophor. Il dispositivo era stato pensato per amplificare i toni senza interferenze, pur essendo il più piccolo e meno appariscente possibile. Progettato inizialmente come un singolo apparecchio acustico per un amico, il dispositivo ottenne successo e venne prodotto in serie a partire da dicembre 1913 – dando il via alla lunga storia dei nostri apparecchi acustici Siemens.

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Louis Weber 1913

Estate 1911, Berlino: Carl Kloenne, un Direttore della Banca Tedesca, aveva problemi di udito. E voleva un apparecchio acustico elettrico. Un suo amico, tale Professor August Raps, era a capo dello stabilimento Wernerwerk nel quartiere Siemensstadt di Berlino, dove venivano prodotti i telefoni. Raps dette al suo assistente, Louis Weber, il compito di produrre un dispositivo in grado di aiutare Kloenne con la sua perdita acustica. Il primo modello non ottenne il successo sperato, ma alla fine Weber riuscì a costruire un dispositivo che soddisfaceva tutte le richieste: “Ricordo con affetto il giorno in cui il consigliere Kloenne mi disse, visibilmente emozionato, che il nuovo apparecchio acustico gli aveva permesso di far parte di un gruppo, nuovamente, dopo tanto tempo”.

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Wernerwerk I, attorno al 1913

Nello stabilimento Wernerwerk in Siemensstadt, Weber lavorava per migliorare gli altoparlanti e i microfoni dei sistemi telefonici. Nel 1911, quando iniziò a sviluppare il suo “apparecchio per persone con problemi di udito”, esistevano già sul mercato alcuni modelli di apparecchi acustici elettrici di altre aziende produttrici, ma erano molto grandi, pesanti ed evidenti. Weber, per progettare il suo apparecchio acustico, prestò attenzione a non concentrarsi solamente sul miglioramento della qualità sonora: il dispositivo, come da lui dichiarato, era stato pensato per essere “il più piccolo possibile, per non essere fastidioso per l’utilizzatore”.

Dopo numerosi tentativi, riuscì a produrre un tipo di microfono in carbonio estremamente sensibile. Ne combinò due con un piccolo ricevitore e una batteria a 3Volt, per creare un “apparecchio per persone con problemi di udito”. Weber presentò il suo dispositivo a Kloenne con lo scopo di “aiutarlo dove altri tentativi avevano fallito […]. Ma senza alcun risultato nuovo”. Dopo ciò Weber realizzò “un ultimo disperato tentativo”: il dispositivo era dotato di doppie cuffie al posto della singola cuffia utilizzata in precedenza. Weber fissò quindi un nuovo incontro con Kloenne: quando Kloenne vide le cuffie doppie dichiarò che, essendo completamente sordo in un orecchio, non avrebbe avuto senso provarlo. Weber riuscì a convincerlo a provare comunque il dispositivo e “invece, il consigliere Kloenne era in grado di sentire anche nell’orecchio che riteneva sordo, e lui sorrise a questo successo”.

Dopo il successo di Weber, Siemens & Halske decisero di produrre apparecchi acustici con il nome di Esha-Phonophor. “Esha,” che si pronuncia “es-ha,” rispecchia la pronuncia tedesca di S&H, l’abbreviazione utilizzata al tempo per il nome dell’azienda. Il dispositivo venne immesso nel mercato a fine 1913, in diverse versioni. In una versione pensata appositamente per le donne, il microfono e la batteria erano collocati in una componente simile a una borsa. Un’altra versione aveva la forma di una fotocamera a soffietto, un accessorio molto popolare in quell’epoca, completa di un cinturino in pelle per un comodo trasporto. Le persone affette da perdita uditiva erano inoltre in grado di scegliere tra uno, due o addirittura quattro microfoni già dall’inizio, per poter soddisfare il livello individuale di perdita uditiva.

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Esha Phonophor, versione borsetta

La tecnologia di Weber venne utilizzata per un lungo periodo, con una forma revisionata e con materiali migliori. Un anno dopo Phonophor, Weber sviluppò un piccolo dispositivo che veniva utilizzato come ricevitore dagli operatori impiegati nel centralino. Il suo auricolare, chiamato amichevolmente “nocciola” a causa della sua forma, era esteriormente molto simile ai moderni auricolari, con un diaframma realizzato da un timpano animale. Non molto tempo dopo, la cuffia venne offerta in alternativa nei nuovi modelli Phonophor. Uno di questi nuovi modelli venne donato nel 1922 a Wilhelm Conrad Röntgen, il padre dei raggi X, dopo che un dipendente di Siemens & Halske aveva scoperto che Röntgen stava perdendo l’udito.

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Uomo con Phonophor 1914

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